| Catarratto è nome che evoca ricchezza e abbondanza, e non per caso. È uno dei vitigni siciliani più diffusi e antichi, ritenuto fino al secolo scorso progenitore di grandi vini. Ed è vitigno che oggi rischia di essere travolto dalla new wave dei grandi bianchi ricavati da uve alloctone: uno Chardonnay o un MllerThurgau riserva un fascino ben diverso da un Bianco d'Alcamo, che pure in questa uva vede una delle sue principali componenti, da un Catarratto in purezza, o ancora, così com'era un tempo, un Marsala. È certo uno dei pochi vitigni dotati di una autentica identità siciliana, davvero «autoctona», sul quale l'enologia dell'isola vuole e può ancora giocare parte della sua scommessa. ..."Un Catarratto in purezza tutto sui generis è il Vendemmia tardiva di Mandrarossa, la linea top della cantina Settesoli di Menfi: è vendemmiato con l'uva portata a sovramaturazione, e ne nasce un passito delizioso, dal sapore antico e molto caratteristico. "... |
| Il Catarratto, come l'Inzolia, è un'uva simbolo del vino siciliano. Nell'isola si coltiva da tempo immemorabile, e prima dell'impianto del Grillo, era proprio con l'Inzolia la principale uva con cui si realizzava il Marsala. Vinificato in purezza dà un vino solido, armonico, mediamente alcolico, le cui caratteristiche variano non poco a seconda dei terreni, dell'esposizione, dell'altitudine. Oltre al Catarratto comune, esiste una varietà di Catarratto lucido, molto diffuso nella zona di produzione del bianco d'Alcamo (tra Palermo, Trapani e Agrigento). Oltre che in quest'ultima, il Catarratto entra nella composizione delle doc Sclafani, Etna, Marsala, Menfi, Santa Margherita Belice e Sciacca. |
| Chardonnay è sinonimo
di sfida e riscatto dell'enologia siciliana. E questa pregiata uva francese,
che nella terra d'origine dà vita insieme al Pinot Noir ai migliori champagne,
in Sicilia ha risposto alla sfida dei produttori da par suo: oggi non sorprende
più trovare Chardonnay siciliani nelle vette delle classifiche di gradimento,
a merito pari o addirittura superiore ai vini valdostani, lombardi e del
triveneto che dalla seconda metà degli anni Settanta, quando lo Chardonnay
italiano ha assunto un'identità precisa, hanno costruito una solida tradizione.
In Sicilia lo Chardonnay, insieme al Cabernet Sauvignon, è il più diffuso
e coltivato vitigno alloctono, cioè di provenienza «forestiera». La sua
capacità di riflettere le caratteristiche del terreno e del sole che riceve,
in una regione composita come la nostra, ha generato vini con caratteristiche
spesso nuove e inedite, almeno per uno dei vitigni più sfruttati al mondo.
Già questo itinerario comprende ventuno aziende di qualità che lo imbottigliano
in purezza - alcune con risultati di gradimento sorprendenti, altre meno
- ma sempre e comunque diversi. Vediamo quali. ... a Menfi, va segnalata la presenza di uno Chardonnay di grande reperibilità e con un buon rapporto qualità/prezzo: è lo Chardonnay che Settesoli produce nella linea Mandrarossa.... |
| Cabernet Sauvignon,
profumo di Bordeaux. Questo vitigno alloctono - cioè non originario della
Sicilia - vanta una storia tra le più antiche e nobili nella vicenda del
vino di qualità dell'isola. È un'uva nera tra le più coltivate al mondo
che dà un vino forte, deciso, dalla personalità ardente, che se dotato
della giusta morbidezza può intrigare il palato aprendolo alla gamma di
quei sapori «complessi» tanto cari ai degustatori più raffinati, che non
si lasciano incantare dalla teoria del vinofrutto. Il Cabernet Sauvignon
è inoltre base della miscela bordolese, che ha generato rossi francesi
di immenso prestigio: una metà di uva Cabernet Sauvignon e un'altra di
Merlot. La prima uva al vino dà aristocratica forza, la seconda morbidezza
e rotondità. Già da tempo il Cabernet Sauvignon siciliano, sia in purezza
che in blend bordolese, vola alto nelle classifiche di gradimento: basti
dire che tre dei nove vini premiati con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso
2002, appartengono proprio a questo vitigno. ... Nella vicina Menfi un'altra cantina sociale storica come Settesoli (Strada Statale 115, Menfi telefono 0925 77111), nata nel 1958 e genitrice nel passato di un'etichetta simbolo del vino di massa come il Porto Palo, punta adesso sul vino di qualità. La linea coniata da meno di due anni si chiama Mandrarossa, e tra le bottiglie c'è anche un Cabernet Sauvignon non particolarmente complesso, ma di buon livello. Anche il Rosso della medesima linea è prodotto con uve Cabernet Sauvignon blended a metà con Nero d'Avola. Sono 120 mila bottiglie l'anno che per Settesoli significano la rinascita a nuova vita enologica. ... |
| Gigi Mangia, titolare della storica salumeria di via Principe di Belmonte, distingue tra i Cabernet Sauvignon elevati in acciaio e in barriques. «Tra quelli acciaio - spiega - preferisco il Mandrarossa e il suo matrimonio si consuma con l'arrosto alla palermitana e lo "stocco alla ghiotta". |